Articolo a cura della Dott.ssa Marilena Savini, medico chirurgo specialista in otorinolaringoiatria, e della Dott.ssa Irene Mulazzani, tecnico audioprotesista di Otoplus.

L’acufene può essere definito come una “allucinazione sonora”, è cioè la percezione di un fischio o ronzio fastidioso dell’orecchio, inesistente, che soltanto il paziente percepisce. Colpisce circa il 20% della popolazione adulta, soprattutto fra i 30 e i 70 anni.

Non è una malattia, ma un sintomo e spesso non si riesce ad identificare una causa precisa. Più frequentemente può essere prodotto da malattie dell’orecchio come:
-    Sordità improvvisa;
-    Malattia di Meniere;
-    Otite cronica;
-    Otosclerosi;
-    Tappo di cerume;
-    Esposizione a rumore.

In altri casi può riconoscere una causa non otogena come:
-    Disturbi articolari del rachide cervicale e/o dell’articolazione temporo-mandibolare;
-    Disturbi vascolari;
-    Assunzione di farmaci dannosi per l’orecchio.

Eccezionalmente si associa a malattie gravi come:
-    Tumori;
-    Infarto o emorragia cerebrale;
-    Trombosi.

Quando si riesce a trovare una causa, essa va trattata e, se possibile, curata con conseguente miglioramento o scomparsa dell’acufene. In tutti i casi si consiglia di:
1.    Evitare l’esposizione a rumori (trapani, martelli pneumatici, scoppi, discoteca)
2.    Ridurre il consumo di caffeina, teina, nicotina, alcool
3.    Non abusare di farmaci che possono essere dannosi per l’orecchio, come alcuni antiinfiammatori e antibiotici, aspirina, diuretici e psicofarmaci.

Premesso che ogni paziente deve essere trattato in modo individuale in rapporto al suo acufene e che non è detto che esista un trattamento univoco in grado di risolvere tutti i tipi di acufene poiché, come si evince, questo può avere cause molto diverse fra loro, ad oggi non esiste un trattamento ideale in grado di risolvere l’acufene. Se è di lieve entità e colpisce soggetti con udito normale, in buone condizioni di salute, può trovare indicazione l’uso di un blando ipnotico. Invece quando l’entità è medio-grave, senza associarsi ad un calo della soglia uditiva, si possono proporre molti farmaci anche se non sempre sicuramente efficaci nell’eliminare o ridurre l’acufene, sebbene ne sia stata dimostrata scientificamente la loro efficacia. Nel caso in cui l’acufene si associa ad ipoacusia, cioè ad un calo della soglia uditiva, l’applicazione di un apparecchio acustico, oltre a migliorare l’udito può mascherare o nascondere l’acufene stesso. Dapprima può essere utile e importante capire quale frequenza interessa il ronzio che il paziente sente, eseguendo una acufenometria, in questo modo il tecnico audioprotesista può andare a regolare efficacemente l’apparecchio acustico del paziente.

Negli ultimi anni si sono affermate svariate teorie e protocolli di trattamento dell’acufene. Uno fra i più noti è TRT, dall’inglese Tinnitus Retraining Therapy, ideato da Pawel Jastreboff, secondo il quale il disturbo degli acufeni origina dal fatto che, il segnale sonoro, che proviene dal sistema uditivo, si diffonde al sistema limbico, che è il centro da cui partono e si generano tutte le nostre emozioni e nel quale risiede la nostra “sentinella psicologica”, cioè l’amigdala. Mediante la TRT si rieduca il cervello al fine di limitare le connessioni fra sistema uditivo e altri sistemi cerebrali, affinché esse siano ristrette al sistema uditivo senza contaminarne degli altri. Lo scopo della TRT è la abituazione, ottenibile mandando un segnale continuo di rumore bianco, che deve essere percepito appena al di sotto del suono dell’acufene. Un altro trattamento decisamente conosciuto, che riprende le teorie di Jastreboff, è lo ”Zen Program”, secondo il quale occorre affrontare l’acufene partendo dalla parte emozionale, cioè andando a dominare i fattori direttamente collegati ad essa, arrivando al decondizionamento del paziente nei confronti dell’acufene. Praticamente si invia al paziente un segnale musicale che sibasa sulla generazione di toni armonici in modalità casuale, questi suoni musicali possono essere generati all’infinto, senza mai ripetersi. All’orecchio del paziente il suono percepito con l’apparecchio è meno stressante e noioso, inoltre facilita la concentrazione e determina una riduzione della percezione dell’acufene, senza interferire troppo con la capacità di capire le parole in ambienti rumorosi da parte del paziente.
Di pari passo si va affermando anche l’uso di mascheratori, piccoli dispositivi elettronici applicati all’esterno dell’orecchio, in grado si emettere un suono capace di coprire l’acufene. Questi dispositivi, iniziano ad essere considerati il sistema più diffuso ed efficace per la terapia dell’acufene, il vantaggio è che possono essere applicati anche a soggetti normoacusici.

Infine, a tutti i portatori di acufene si raccomanda di:
-    Continuare l’attività lavorativa
-    Coltivare la vita di relazione
-    Mantenere le normali abitudini di vita
-    Trattare cause note dell’acufene
-    Contrastare eventuali reazioni psichiche all’acufene come ansia, depressione, insonnia.