Il barotrauma: che cos'è? Lo spiega Lucia Zanotti

Si definisce barotrauma una lesione ai tessuti provocata dalla mancanza di equilibrio fra la pressione dell’aria contenuta in una cavità corporea e la pressione dell’ambiente circostante. Più precisamente si può avere un barotrauma quando il corpo si muove troppo velocemente verso oppure da una condizione in cui la pressione è più elevata. Gli organi che più facilmente possono subire danni da barotrauma sono l’orecchio, i seni paranasali e frontali, gli occhi ed i polmoni.
In particolare se si parla di barotrauma dell’orecchio si indica una patologia prevalentemente dell’orecchio medio provocata da bruschi e repentini sbalzi della pressione esterna.
Occorre sottolineare che il barotrauma non è particolarmente dannoso per la maggior parte delle persone, tuttavia può favorire alcune complicazioni che  possono essere per esempio il dolore all’orecchio, il senso di orecchio ovattato e l’ipoacusia.
Ma come possiamo accorgerci di avere un barotrauma? Si può dire che il sintomo principale sia un senso di pressione sgradevole all’interno dell’orecchio seguito da dolore acuto o fastidio, riduzione dell’udito a volte accompagnato da acufeni (fischi), vertigini e sensazione di avere le orecchie tappate.
La causa scatenante del barotrauma può essere attribuita al blocco o scorretto funzionamento della tuba di Eustachio fondamentale per rispristinare l’equilibrio della pressione durante le modifiche improvvise. I bambini sono più soggetti a questo tipo di problematiche, in quanto la loro tuba non è ancora completamente sviluppata quindi è più orizzontale di quella di un adulto.
Le situazioni più comuni e quotidiane che possono portare all’insorgenza di un barotrauma sono le escursioni o immersioni, gli sbalzi repentini di pressione sugli aerei (soprattutto in fase di atterraggio e decollo) e la guida in altitudine.
Questa patologia però può essere scatenata anche da fattori prettamente clinici come otiti, lesioni del timpano, raffreddori o allergie e deglutizione atipica.
Per evitare l’insorgere di complicanze sgradevoli (febbre, capogiri, dolore, ipoacusia) è necessario riconoscere in tempo il barotrauma. In generale possiamo dire che se il fastidio non tende a diminuire dopo 2/3 ore è consigliabile rivolgersi a uno specialista. Di solito per attenuare il fastidio basta sbadigliare, masticare o effettuare qualche esercizio di respirazione.
Le persone più a rischio sono sicuramente chi ha raffreddori frequenti, allergie, neonati e bambini, oltre ovviamente chi ama fare immersioni.