NUOVE TECNOLOGIE: collegamenti con TV e smartphone.
La parola all'audioprotesista di Otoplus Irene Mulazzani

Quante volte abbiamo sentito riecheggiare frasi del tipo: “la tecnologia ha fatto passi da gigante!”. Ebbene sì, il progresso scientifico ha raggiunto anche l’ambito della protesizzazione acustica. Negli ultimi 10 anni il binomio ipoacusia-connettività sta suscitando non pochi dubbi, la maggior parte dei quali sono riconducibili al fatto che in Italia l’età media del paziente con apparecchio acustico è molto elevata; probabilmente il ricordo dei nonni o dei bisnonni che indossavano protesi acustiche di dimensioni poco contenute, spesso scomode e poco performanti, continua comunque a scoraggiare e a far dubitare gli anziani del nuovo millennio. I pregiudizi, però, sono fatti per essere superati. L’informazione è l’arma giusta per favorire la conoscenza. Occorre fare sin da subito una puntualizzazione: non solo le moderne tecnologie hanno aiutato a ridurre le dimensioni dell’apparecchio acustico, ma grazie al cosiddetto “controllo digitale” hanno soprattutto permesso una migliore gestione delle regolazioni da parte del tecnico audioprotesista, rendendo l’ascolto da parte del paziente il più naturale possibile. Questa è stata la prima vera svolta. La seconda, invece, riguarda la cosiddetta “connettività”, ovvero la possibilità di sfruttare la tecnologia wireless, cioè senza fili, in modo da superare altri ostacoli quali l’ascolto della televisione e l’utilizzo del proprio telefono per comunicare. Attualmente esistono degli accessori abbinabili all’apparecchio acustico, specifici sia per la TV che per lo smartphone. I primi offrono la possibilità di guardare le proprie trasmissioni preferite, sentendo il sonoro direttamente tramite gli apparecchi acustici, perciò si evita la dispersione del suono nell’ambiente circostante e non si è più costretti a tenere il volume del televisore a livelli esagerati. Diversamente dalle classiche cuffie, questo accessorio permette al paziente di non isolarsi, poiché l’apparecchio acustico seppur collegato alla televisione, continua comunque a espletare la sua funzione primaria. Per quanto riguarda il mondo degli smartphone, invece, al paziente viene data la possibilità di abbinare degli appositi accessori, grazie ai quali è possibile sentire la voce dell’interlocutore direttamente nei propri apparecchi, in questo modo il suono arriverà direttamente alle orecchie della persona, senza essere ostacolato dalle dimensioni ridotte dei microfoni del telefono. In aggiunta, a seconda della casa produttrice degli apparecchi, esistono una serie di applicazioni scaricabili sul proprio smartphone, sia per sistema Android che per Apple. Quindi attraverso la connessione Bluetooth, il paziente ha la possibilità di gestire autonomamente il volume, qualora si trovasse in situazione di bisogno. Naturalmente ciò non significa che tutti possono regolare gli apparecchi, al contrario, il punto di partenza di qualsiasi applicazione protesica è sempre e comunque l’audioprotesista, che tenendo conto dell’esame audiometrico e delle indicazioni del medico specialista, fornisce e regola gli apparecchi. In Italia si pensa erroneamente che la sordità sia un problema dei più anziani e, talvolta, si dà per scontato che non siano interessati a questo tipo di novità. Occorre, invece, ricordare che la tecnologia non guarda più l’età anagrafica, ma può essere alla portata di tutti: senza limiti e… senza fili!